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I libri si giudicano dalle copertine.

Nonostante quanto dicono tutti, la decisione che porta chiunque ad avvicinarsi ad un nuovo prodotto, a rivolgersi ad un dato professionista o persino a votare, viene realizzata impulsivamente e sulla base di elementi perlopiù emotivi e arazionali.

Poggia su questo assunto la comunicazione social della maggior parte dei cd. politici 3.0, le campagne pubblicitarie dei nuovi brand che hanno saputo ben implementare una strategia social con la comunicazione tradizionale, i messaggi target delle nuove no-profit.

Per non sparire e crescere, i libri si giudicano dalla copertina. E fareste meglio a farlo anche voi, seguendo alcune semplici regole.

Regola n. 1

Non improvvisarsi comunicatori

Situazione da manuale: un cliente chiede la realizzazione di una campagna, di un progetto, di una trapunta in velluto indocinese, di un tavolo in mogano birmano e voi, che di trapunte e tavoli in mogano siete esperti, accettate di buon grado.

Ma alla presentazione del prezzo il suddetto cliente inizia a fare le stesse smorfie di un vegano in un mattatoio, iniziando ad asserire che “suo cugino” o un “suo amico” lo fa per meno, più velocemente e forse anche meglio.

Come comportarsi? Semplice: fateglielo fare.

Come non ci si improvvisa avvocati, cardiochirurghi, idraulici, allevatori o insegnanti, analogamente non ci si improvvisa comunicatori e quanto la strategia rattoppata non funzionerà, i followers acquistati online (e le conseguenti interazioni mancate) lo piazzeranno in coda ai social di 3 continenti, sentirete il tonfo del cliente cugino-munito a km di distanza.

E probabilmente tornerà da voi con le orecchie basse ed il portafogli più leggero, consapevole che risparmiare 200 euro per bruciarne più di 1000 non è proprio una bella idea. Capita.

Regola n. 2

Chi punta al bersaglio, lo manca.

Per comunicare correttamente bisogna inventare i trend, non inseguirli.

Per questo motivo (e per evitare di copiare consapevolmente o meno il lavoro altrui), è sempre meglio guardare all’estero per lavorare sul nazionale, all’est per lavorare ad ovest, a nord per lavorare al sud e viceversa.

Guardare alla proverbiale ‘erba del vicino’ non farà altro che farvi arrivare secondi, nel migliore dei casi. 

Nel peggiore, sarete gli ultimi di una lunga fila di copiatori seriali. Inventate, sbagliate, reinventate: meglio un errore originale che un buon prodotto copiato, ma già visto e che vi condannerà alla mediocrità perpetua.

Siate dove sarà il bersaglio tra un anno, non dove si trova adesso. Altrimenti potete esser certi di mancarlo.

Regola n. 3

Meglio una gallina domani che un uovo oggi.

La comunicazione è un lavoro lento, basato su innumerevoli elementi alcuni dei quali poco prevedibili (basti pensare alle reazioni indignate del pubblico davanti ad uno spot di brioches confezionate).

Chi promette risultati rapidi e all-inclusive, probabilmente sta barando: centinaia di followers/like in una manciata di ore, condivisioni a go-go, refollow che scompaiono dopo poco.

Nel kit c’è un po’ tutto, ma il risultato sarà sempre quello di non ottenere alcuna vendita, di non avere un parterre di clienti o peggio ancora, di finire in coda ai risultati di ricerca (se non addirittura con il ban della pagina).

Anche se richiede tempo, la pazienza e il lavoro attento pagano sempre.

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